Si concluderà domenica prossima, 17 maggio, nella Cattedrale di Carpi la fase diocesana del processo di beatificazione di Odoardo Focherini, giornalista e amministratore dell’Avvenire d’Italia, morto il 27 dicembre del 1844, a 37 anni, nel campo di concentramento di Hersbruck, con l’accusa di aver favorito l’espatrio di un centinaio di ebrei vittime della persecuzione nazifascista. “La testimonianza di Odoardo Focherini – scriveva il vescovo di Carpi, Bassano Staffieri – viene custodita nella memoria della nostra diocesi come quella di un cristiano che ha vissuto ‘a tempo pieno’ l’appartenenza alla famiglia, alla società civile e alla Chiesa, e, per la scelta che lo ha portato a morire nello squallore di un campo di concentramento, come quella di un martire nella carità”. Padre di sette figli, già presidente diocesano dell’Azione Cattolica, era “un credente tutto d’un pezzo”, si legge in una nota: “la sua sensibilità per la stampa cattolica lo portò ad assumere un ruolo di responsabilità nel quotidiano cattolico, che allora aveva sede a Bologna. Nell’infermeria del campo di Hersbruck, provato dalla malattia, Focherini dettò ai compagni il suo testamento: “Dichiaro di morire nella più pura fede cattolica apostolica romana e nella piena sottomissione alla volontà di Dio, offrendo la mia vita in olocausto per la mia diocesi, per l’Azione Cattolica, per l’Avvenire d’Italia e per il ritorno della pace nel mondo…VI prego di riferire a mia moglie che le sono sempre rimasto fedele. L’ho sempre pensata e sempre intensamente amata”…