“Duecento civili sono stati uccisi e almeno un centinaio mutilati negli ultimi tre giorni”. A parlare è padre Ercole Marcelli, Superiore Regionale dei Padri Saveriani in Sierra Leone. Secondo il missionario, le truppe fedeli all’ex-giunta militare di Johnny Paul Koroma hanno attaccato cinque villaggi nelle regioni settentrionali. Il massacro avvenuto a Yefi, nel distretto di Koinadugu, di fatto ha riguardato anche i villaggi di Bendugu, Kawakia, Kondawawa e Kantata. Padre Marcelli ha anche sottolineato che la tensione è alle stelle tra i civili nei pressi del capoluogo settentrionale di Makeni. “Il personale cattolico delle missioni di Lunsar, Kabala e Makeni è in stato di allerta da giorni. Proprio Makeni – aggiunge il religioso – è affollata di gente che ha abbandonato le zone rurali per timore delle stragi. Si calcola che siano almeno trecento gli sfollati che entrano in città ogni giorno”. Questa emergenza sta creando molti problemi da un punto di vista umanitario, sempre secondo padre Marcelli, al punto che è necessario, nei limiti del possibile, intensificare gli aiuti sia alimentari che sanitari e farmaceutici. L’ospedale di Makeni è strapieno di feriti e le autorità sanitarie locali sono state costrette già da alcuni giorni a dirottare molti casi verso gli ospedali della capitale.”L’afflusso massiccio di sfollati alle città sierraleonesi è stato causato – prosegue Il missionario, – dalla recente chiusura delle frontiere da parte della vicina Guinea”. Il Governo di Conakry sembra infatti aver paura che i rifugiati possano determinare un’instabilità politica all’interno del Paese.”Le stragi, riprese ad inizio settimana – conclude padre Marcelli – sembrano davvero confermare quanto in Sierra Leone si sia ancora lontani da un’effettiva risoluzione del conflitto”.