“Se l’evangelizzazione della cultura e l’inculturazione della fede non vogliono restare confinate a livello di piccoli gruppi, ma intendono essere un fatto diffuso e di popolo, rimane decisivo in particolare il ruolo di quelle comunità radicate nel territorio che sono le parrocchie”. Lo ha detto il card. Camillo Ruini, presidente della Cei, aprendo oggi l’incontro con i referenti diocesani per il progetto culturale, in corso a Roma (fino a domani) per iniziativa del Servizio nazionale per il progetto culturale. Le parrocchie – ha spiegato il cardinale, rivolgendosi ai circa 180 partecipanti – sono chiamate a dare un contributo prezioso all’elaborazione del progetto culturale. A patto, però, ha precisato Ruini, che la parrocchia, e in generale la diocesi, non si ripieghi su se stessa, ma impari a concepirsi “come comunità che cerca e trova se stessa fuori di se stessa: quindi come aperta e attenta a tutta la gente che vive sul suo territorio e alle istanze e agli interrogativi che la percorrono”. L’invito del cardinale, in altre parole, è ad allargare i propri orizzonti: “L’esperienza mostra – ha fatto notare – come la proposta di obiettivi importanti e concreti stimoli all’impegno anche persone nuove, che fino ad allora cioè erano rimaste all’esterno dei nostri consueti circuiti ecclesiali e pastorali”. Se fa sua questa dimensione missionaria, ha concluso Ruini, il progetto culturale “può stimolare nelle nostre chiese una comunione operosa, nella quale trovino pieno spazio laici, presbiteri e religiosi”.