MINORI NEI CONFLITTI: COME AIUTARLI?

“La mediazione è un istituto delicato che può dare buoni frutti se si evita di banalizzarlo”. Livia Pomodoro, presidente del tribunale per i minori di Milano, intervenendo oggi al convegno su “Minori nei conflitti: quali spazi per la mediazione”, promosso dalla Presidenza della commissione speciale per l’infanzia del Senato, ha espresso così il suo punto di vista sul tema della mediazione penale. Il magistrato ha sottolineato che non si può parlare di mediazione in generale, ma che ne esistono tanti tipi e che è opportuno passare attraverso una fase di sperimentazione per evitare rischi connessi anche alla fretta di trovare nuovi strumenti per affrontare la complessità dei rapporti”. Riferendosi alla sperimentazione che si sta facendo al tribunale di Milano, la Pomodoro ha spiegato che é importante “che l’istituto della mediazione non venga ridotto ad un istituto di conciliazione all’interno degli uffici giudiziari, ma che sia qualcosa di più alto e di diverso che deve restare al di fuori delle aule dei tribunali.” Il magistrato si è detto contrario a qualsiasi “forma di mediazione obbligatoria e statalizzata”. Per Francesco Paolo Occhiogrosso, procuratore del tribunale per i minori di Bari, la mediazione “è un segmento di una vasta area culturale che tende al raggiungimento della pace sociale e di una diversa qualità della vita che guarda la persona nella sua globalità”.