L’alluvione in Campania ha riportato il Sud sulle prime pagine dei giornali ma, di solito, che genere di informazione dal Mezzogiorno e sul Mezzogiorno diffondono giornali e tv? A questo interrogativo ha cercato di rispondere la tavola rotonda organizzata ieri sera dall’Ucsi (l’Unione cattolica della stampa italiana) a Napoli. “Le regioni meridionali rappresentano il 38 per cento del Paese ma non partecipano che per il 10 per cento alla produzione nazionale delle notizie”, ha rilevato il presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, Ermanno Corsi. E Mimmo Castellano, vicesegretario della Fnsi (Federazione nazionale della stampa italiana), ha ricordato che nella sola Campania sono in edicola 17/18 quotidiani.”Nel Sud ci sono molte voci – ha rilevato Paolo Graldi, direttore de ‘Il Mattino’ – ma ci sono pochi megafoni, poche possibilità di raccogliere queste voci e rilanciarle a livello nazionale”. I processi di colonizzazione del Sud – ha aggiunto Sergio Borsi, direttore de ‘L’Eco di Bergamo’ – non si sono arrestati neanche nel campo delle comunicazioni”. “Se il Sud è senza voce – ad avviso di Lorenzo Del Boca, presidente della Fnsi – la voce del Nord è spesso segnata dal conformismo e dall’omologazione”. “Dobbiamo fare in modo che il Sud non sia interpretato secondo dei cliché ma abbia il posto che merita nel mondo della comunicazione”, ha detto il neo-commissario dell’Authority per le telecomunicazioni, Giuseppe Gargani. La scelta di Napoli come sede dell’Authorityv, ha spiegato, mira proprio a “rilanciare il Mezzogiorno nell’Europa delle telecomunicazioni”.