“Discutere la situazione delle culture degli immigrati nelle rispettive capitali e i legami intrattenuti nei paesi d’origine”. Questo, si legge in una nota della Caritas romana, lo scopo dell’incontro in corso a Roma tra tre delegazioni da Germania, Belgio e Portogallo e gli esperti del Forum per l’intercultura della Caritas di Roma. “L’Italia – si legge nel rapporto presentato, per l’Italia, dagli esperti di Roma – è stato l’ultimo, tra i grandi paesi industrializzati, ad essersi confrontato con l’immigrazione estera”. All’inizio del 1998, quanto è entrata in vigore la nuova legge sull’immigrazione, gli stranieri soggiornanti in Italia sono diventati 1.240.721; dal 1986 ad oggi, cioè, la popolazione straniera si è quasi triplicata, facendo dell’Italia il quarto paese per numero di stranieri dell’Unione Europea dopo Germania, Francia e Regno Unito. Roma, in particolare, “è sempre stata – osserva la Caritas – e resta ancora oggi la capitale dell’immigrazione in Italia, con circa 200 mila stranieri”. Negli anni ’90, si rileva nel documento, “la presenza straniera in provincia di Roma sembra il risultato di una forte mobilità di persone che, dall’estero, vengono a Roma per fare il proprio progetto migratorio e poi in parte si spostano in altre parti d’Italia”. Da quando, inoltre, “l’immigrazione è andata caratterizzandosi per il suo inserimento nel mondo del lavoro”, hanno preso il sopravvento le regioni del nord, “grazie alle loro opportunità occupazionali”.