MONS. MORIARTY:”L’EUROPA MONETARIA DEVE AIUTARE ANCHE I PIÙ POVERI”

Le persone non devono essere strumenti dell’economia. E’ l’economia che deve essere al servizio della persona”. Mons. Jim Moriarty, vescovo ausiliare di Dublino, a Roma per intervenire al primo congresso europeo dei cappellani delle Università, accetta di spiegare il suo punto di vista sull’unione monetaria europea. Il vescovo di Dublino parla con toni positivi di questo traguardo: “Ho molte speranze, è un fatto positivo per l’Europa, aiuterà i Paesi ad essere più uniti, favorirà le intese fra gli Stati, allontanerà le divisioni; sarà più facile viaggiare e svolgere attività economiche”. Ma, avverte mons. Moriarty, “io spero che l’unione monetaria aiuti anche i più poveri, gli emarginati, i disoccupati. Da oggi in poi non dovremo pensare solo al benessere ma anche a chi non ha nulla”. Riferendosi alla realtà irlandese, mons. Moriarty dice: “Nel nostro Paese l’economia va bene, ma il numero dei poveri aumenta. Dobbiamo essere sicuri che l’Europa monetaria sarà un fattore di sostegno e progesso per tutte le persone, non solo per i ricchi, per chi ha un buon lavoro”. Per raggiungere questo obiettivo il cristianesimo ha un ruolo importante: “concentrarsi sul valore e sulla dignità delle singole persone”. A tal fine occorre evitare il rischio che “l’economia sia gestita da piccoli gruppi e dimentichi le altre persone”.