CIF: PIÙ IMPEGNO PER LA PREVENZIONE DELL’ABORTO

A vent’anni dall’approvazione della legge 194 sull’interruzione volontaria della gravidanza, la Presidenza Nazionale del Centro Italiano Femminile (Cif), “ribadisce il proprio impegno in difesa della vita”, chiedendo che “venga attivato un serio dibattito in tutto il Paese tra partiti, sindacati e società civile affinché le finalità della legge siano interamente rispettate, soprattutto per la parte relativa alla prevenzione”. Altrimenti, sostiene il Cif, “la legge costituirebbe semplicemente licenza di uccidere”.Poiché l’aborto, continua l’associazione, “è un dramma per la donna che lo subisce”, è necessario “verificare quanto lo Stato abbia fatto per rimuovere gli ostacoli economici, sanitari, sociali e culturali che forzano le donne a chiedere l’interruzione della loro maternità”.Il Cif constata che “per la maggior parte sono i consultori familiari di ispirazione cristiana ad essersi assunti l’onere di una seria prevenzione, agendo nel sociale con competenza e professionalità, nello spirito della prima parte della legge che riguarda la tutela sociale della maternità”.Il Cif chiede, pertanto, che “lo Stato riconosca il servizio di pubblica utilità svolto dai consultori di ispirazione cristiana anche tramite finanziamenti adeguati”.