Nella prolusione ai lavori dell’Assemblea generale dei vescovi italiani, in corso a Roma, il card. Camillo Ruini aveva ribadito che “in una logica di impegno educativo e di tutela della salute e della vita non possono certo rientrare le proposte di legalizzazione o somministrazione controllata della droga”, perciò aveva fatto appello ad “una forte opera di chiarificazione” sull’argomento unita ad un “lavoro capillare di pastorale giovanile”. Don Oreste Benzi, fondatore della comunità Giovanni XXIII, interviene sul tema nel prossimo numero del “Corriere Cesenate”, il settimanale della diocesi di Cesena. Rispondendo alla lettera di un giovane di 16 anni, don Benzi afferma: “Ora ci troviamo in una situazione paradossale: lo Stato, che dovrebbe curare la salute dei cittadini, autorizza la distruzione della personalità morale e spirituale dei cittadini e della salute fisica con leggi nefaste e sciagurate”.”La droga – prosegue don Benzi – blocca lo sviluppo della persona umana, toglie la consapevolezza, annulla la coscienza morale. Il 70 per cento degli italiani è contrario alla legalizzazione di droga, qualsiasi droga! Perché oggi il Governo vuole essere spacciatore di morte?”