MALATI DI AIDS: NUOVE PROSPETTIVE PER LE CASE ALLOGGIO

Quaranta case alloggio in tutta Italia, che ospitano in tutto circa 400 persone affette da Aids conclamato: di questi, circa il 5% è costituito da extracomunitari, molti dei quali clandestini. Sono le cifre del Cica, il Coordinamento italiano delle case alloggio per malati di Aids che terrà a Firenze, sabato prossimo, un convegno nazionale sul tema «Etica e Aids: la case alloggio di fronte al nuovo scenario». All’incontro, che si svolgerà nell’auditorium del Consiglio regionale toscano, parteciperà il ministro della Sanità Rosy Bindi. «Le case alloggio – ha spiegato la vicepresidente nazionale, Mariella Orsi, nel presentare il convegno – non sono strutture ospedaliere, ma alloggi nati per offrire risposta al disagio sociale di chi, oltre alla malattia, si trova senza casa e senza lavoro». Proprio per venire incontro a queste emergenze, le case alloggio hanno iniziato da alcuni anni ad accogliere (a proprie spese e senza convenzioni con le strutture pubbliche) anche immigrati e senzatetto. «Si tratta di persone – ha sottolienato la Orsi – che in genere ci vengono segnalate dalle strutture ospedaliere». «Occorre costruire – sottolinea Orsi – una rete di solidarietà per prendersi cura di tutti coloro che vivono accanto a noi affetti dal virus ma troppo spesso impediti a comunicare la loro condizione di disagio per paura di essere allontanati da casa, dagli affetti, dal posto di lavoro».Durante la presentazione del convegno, sono state illustrate le cifre sulla malattia. È la Liguria la regione con il più alto tasso di incidenza di Aids: 15,4 casi ogni 100 mila abitanti. Ma è tutto il Nord Italia, se si esclude il Lazio, a registrare una forte diffusione della malattia. Dal 1982, anno della prima diagnosi di Aids nel nostro Paese, alla fine del ’97 sono stati notificati all’Istituto superiore della sanità 40.950 casi.