ROMA: INCONTRO MONDIALE DEI “MOVIMENTI ECCLESIALI” (2)

I movimenti possono essere molto fecondi nel suscitare e rinnovare la fede cristiana e anche nel rivitalizzare la comunione e la missione della Chiesa”. Ad affermarlo è Guzman Carriquiry, sottosegretario del Pontificio Consiglio per i Laici, intervistato dall’agenzia internazionale “Fides” della Pontificia opera missionaria della propagazione della fede in vista congresso mondiale che riunirà a Roma, dal 27 al 29 maggio, decine di migliaia di rappresentanti dei movimenti ecclesiali e delle nuove comunità. “Oggi che la fede non è più un patrimonio comune, ma è un piccolo seme spesso insidiato – fa notare l’intervistato -, è più che mai importante che i battezzati possano incontrare realtà comunitarie concrete che li sostengano”. Al cuore di queste esperienze, spiega Carriquiry, “c’è la vocazione alla santità, l’essere luoghi di comunione per la persona all’interno del mistero di comunione della Chiesa, la proposta di metodi educativi per la crescita della fede e della maturità cristiana, l’essere correnti vive di slancio missionario in tutti gli ambienti, le situazioni e le culture”. Il sottosegretario del dicastero pontificio si sofferma anche sulla diffusione di questi movimenti, che oggi “sono presenti in moltissime chiese locali di tutti i continenti”: Europa orientale, America Latina, ma anche Africa e Asia, sebbene in questi due ultimi continenti la loro presenza non sia ancora particolarmente significativa. Il congresso di Roma, organizzato dal Pontificio Consiglio per i Laici, è il quarto di analoghi incontri che si sono svolti a Castelgandolfo nel 1982, a Roma nel 1985, a Bratislava nel 1987; è il primo, però, convocato direttamente dal Papa.