ALLUVIONE IN CAMPANIA: SARNO, “NO AL CLIMA DI TERRORE”

“A Sarno c’è un clima di terrore provocato anche dai continui allarmi per le condizioni metereologiche”. Lo ha detto don Mario Vassalluzzo, vicario episcopale della diocesi di Nocera-Sarno, sintetizzando gli sforzi dei dieci parroci di Sarno, impegnati ad aiutare la popolazione colpita dalla tragica alluvione. “Basta che cada qualche goccia di pioggia – continua don Mario – ed i mass media entrano in azione contribuendo ad aumentare la tensione”. La Chiesa locale, cerca di “ridare coraggio alla gente avvilita dalla devastazione”: “Con tutti i parroci – informa Vassalluzzo – abbiamo riaperto le chiese celebrando matrimoni e battesimi. E’ una maniera per tornare alla normalità. In questo momento il clima di terrore avvilisce anche le speranze di ripresa e di ricostruzione”. Riguardo alla sorte dei dispersi, il vicario episcopale ricorda che molti corpi giacciono ancora sotto il fango: “I familiari non hanno neanche una salma da piangere. E’ difficile trovare parole e gesti che asciughino queste lacrime, ma insieme troveremo la forza di reagire, di costruire nuova vita”. Su questo tema, mons. Gioacchino Illiano, vescovo di Nocera-Sarno, durante un incontro organizzato dalla Caritas regionale con un’organizzazione umanitaria internazionale che raggruppa tutti gli immigrati turchi del mondo, ha dichiarato che “a partire da Sarno, da questa sciagura, lo Stato deve tener presente che occorre operare una ripresa economia, industriale e culturale che coinvolga tutto il Sud. E’ caduta la montagna, si sono seppelliti i morti, ora bisogna rimettere in piede gli uomini. Se qui a Sarno – ha concluso il vescovo – daremo l’esempio, si potrà puntare alla rinascita del Meridione”.