NOTA SETTIMANALE SIR

Trasmettiamo il testo integrale della nota Sir di questa settimana. Ancora in calo il numero dei votanti per la tornata amministrativa di primavera. La flessione è concentrata al Nord, ove le aspettative nei confronti della politica (anche nella sua dimensione amministrativa) sembrano sempre meno vive. Eppure dai risultati di questo primo turno non mancano alcune indicazioni di un certo interesse. Intanto la Lega resta esclusa dal ballottaggio in tutti i capoluoghi, segno di una tendenza ormai consolidata, che non potrà non fare riflettere dirigenza ed elettorato. Entra solo nel secondo turno delle provinciali di Treviso, ma i suoi voti saranno decisivi in molte competizioni tra quindici giorni. Il secondo dato è un arresto della spinta espansiva dell’Ulivo, che perde alcuni capoluoghi. Non decolla il movimento di Cacciari, che ne avrebbe dovuto rappresentare uno sviluppo in una zona chiave del Paese, mentre ad Oristano ed Isernia il ballottaggio sarà tra l’Ulivo ed il candidato di una aggregazione centrista trasversale. Il Polo festeggia alcuni successi emblematici, come quello della provincia di Palermo, ed un generale progresso soprattutto legato alle forze di centro, vivaci anche sul fronte della coalizione dell’Ulivo.Non c’erano grandi città coinvolte nelle elezioni, e comunque, dal punto di vista politico più generale, è arduo andare al di là di alcune note sommarie. Scorrendo la congerie di liste presentate nei comuni è comunque evidente la percezione che gli equilibri politici non sono consolidati, che il sistema politico resta caratterizzato da una ricerca, non si sa ancora quanto lunga, di un più definito equilibrio. Sarà interessante, anche da questo punto di vista, verificare l’evoluzione dei rapporti in sede europea tra Forza Italia ed il Partito popolare europeo, come pure lo sviluppo che avrà il dibattito sulle riforme costituzionali, ormai giunto alla fase delle votazioni parlamentari. Due anni di governo non sembrano avere modificato i dati sostanziali delle elezioni politiche del 1996, che avevano visto la prevalenza della coalizione di governo in termini di seggi (e dunque di capacità di coalizione) e non di voti. Gli elettori, lungi dal dare riconoscimenti a priori, continuano a scegliere sulla base delle alternative effettivamente sul campo nel preciso momento elettorale, senza troppo basarsi sulle indicazioni date dai media.Ma se l’evoluzione dei rapporti tra i partiti appassiona osservatori e politologi, che avranno di che ragionare per tutte le prossime settimane, sempre caratterizzate da una consultazione elettorale, dagli amministratori locali, come dal governo, i cittadini chiedono soprattutto fatti. Stanno emergendo, nelle pieghe dei bilanci pubblici, i sacrifici che ci attendono per arrivare ad un vero riordinamento e rilancio dei pubblici apparati. ma la strada del rilancio del sistema-Paese non passa solo per le strade obbligate del risanamento del bilancio. Siamo in attesa di scelte incisive, responsabili e lungimiranti sulle grandi emergenze, il lavoro, le politiche familiari e di riassetto dello Stato sociale, il rilancio del sistema formativo nel suo complesso, che non può non passare attraverso la effettiva definizione della parità scolastica.