La proposta del governo di innalzare l’obbligo scolastico da 14 a 16 anni, afferma l’Associazione italiana genitori (A.ge.), porta “disorientamento tra le famiglie a causa del moltiplicarsi dei provvedimenti che appaiono discordanti e non collocati in un quadro comprensibile anche ai cittadini comuni, così che possano davvero partecipare attivamente al processo riformatore”. Il presidente dell’Age, Giuseppe Richiedei, è favorevole “all’innalzamento dell’obbligo per dieci anni e successivamente fino al compimento del diciottesimo anno in quanto offre opportunità in più di formazione ai ragazzi” ma, nello stesso tempo, esprime “forte dissenso perché il provvedimento, avulso da una riforma organica delle superiori, rischia di tradursi in un inutile e costoso parcheggio per due anni in più per quei giovani che non sono portati per gli studi superiori e già oggi abbandonano la scuola media”. La proposta, inoltre, “è a senso unico, prevede il prolungamento del solo percorso scolastico superiore, senza una qualificata formazione professionale alla quale le famiglie possano accedere per rispondere alle esigenze e alle propensioni dei figli”. È per questo che l’Age “chiede che in tempi rapidi, per rendere effettivamente la nostra scuola corrispondente a quella europea, si arrivi alla riforma organica della scuola superiore e che si approvi il provvedimento sulla parità scolastica, con cui si riconosca maturità civile ed educativa ai genitori”.