I fiori “non possono diventare segno di inutile esibizionismo e di spreco inaccettabile”. E non solo per i matrimoni, ma in tutte le circostanze. E’ quanto si legge nel documento “Orientamenti e indicazioni per la celebrazione dei sacramenti nelle chiese della Toscana”, redatto dalla Commissione regionale per il culto divino e illustrato nell’ultimo numero del settimanale cattolico “Toscana oggi”. Nelle celebrazioni dei sacramenti, raccomandano i vescovi toscani, “i fiori non vanno collocati a caso, ma principalmente presso l’altare, l’ambone, il tabernacolo e il fonte battesimale, nonché come omaggio alle statue della Madonna o del Santo patrono, ma – anche in questo caso – senza esagerare”. Per i matrimoni, in particolare, è consentita la collocazione di “composizioni floreali nello spazio riservato agli sposi ma non sulle panche né lungo il corridoio centrale”. E l’addobbo, nel suo complesso, non dovrà superare “quello che la comunità parrocchiale usa di solito nelle maggiori solennità dell’anno liturgico”. Quanto a fotografi e video-operatori, il loro compito, prosegue il documento, “è quello di riprendere e non di gestire i momenti della celebrazione”. Per le celebrazioni eucaristiche rituali “è consentita la presenza di un solo fotografo, che dovrà muoversi il meno possibile”, non effettuare riprese “durante la proclamazione della Parola di Dio, l’omelia e la prece eucaristica” e, nelle cerimonie nuziali o al loro termine, evitare di “far assumere agli sposi pose caricate o comunque discutibili”. La ripresa video è consentita con telecamera fissa, piazzata nel luogo indicato dal parroco”.