“Chi ti mette al mondo e non ti alleva ma ti rifiuta non é un genitore. Chi ha il diritto di essere chiamato genitore é colui che ti alleva, ti cura e ti ama”. Così Yung-yai Gosso, una ragazza adottata di origine coreana e rappresentante dell’ Anfaa (associazione nazionale famiglie adottive affidatarie) dice no alla modifica dell’articolo 37 della legge 184/83 sull’adozione secondo cui “al compimento del 18 anno di età, un giovane se lo richiede, deve poter conoscere i propri genitori naturali”. La modifica di questo articolo, proposta alla Camera, causerebbe per Yung-yai problemi ai giovani adottati. “Chiunque di noi adottati ha conosciuto i propri genitori biologici – ha detto la giovane – ha ricevuto delusioni e turbamenti psicologici”. Dello stesso parere un’altra giovane, Nadia Tommasino che non si sente di incontrare “una madre naturale che voleva vederla e parlarle”. Il rischio che si corre con questa modifica, avvertono le due giovani, é grande, perché “le famiglie adottive possono essere ricattate dai genitori naturali, sia economicamente che affettivamente, e nella nostra associazione abbiamo diversi casi.” Piuttosto “bisogna tutelare le famiglie adottive e rendere l’iter di adozione più veloce evitando che molti bambini rimangano in istituto per tanti, troppi anni.” Secondo l’Anfaa le domande di adozione giacenti ogni anno sono circa 20.000 (21.121 nel 1997), mentre per quanto riguarda le adozioni internazionali, le domande presentate sono state 6.217 nel 1997 a cui vanno aggiunte 8.712 ancora giacenti. Gli affidamenti preadottivi sono stati 2095 nel 1997.