ESPERIMENTI NUCLEARI: MONS. BONA (PAX CHRISTI), NO ALLA “CULTURA DELLA GUERRA”

E’ un invito ad organizzare “proteste vigorose” perché possa essere “disinnescata la tensione” creatasi a seguito degli esperimenti nucleari in India e Pakistan, quello che mons. Diego Bona, vescovo di Saluzzo e presidente di Pax Christi Italia, rivolge a tutte le organizzazioni della società civile. Mons. Bona esprime “forte preoccupazione” per questa “escalation di esperimenti nucleari” che sta coinvolgendo diversi Stati. La posizione di Pax Christi, precisa, coincide con quella dell’Ufficio internazionale per la pace (“International peace bureau”, organismo che raggruppa circa 1000 organizzazioni non governative o reti di associazioni), che ha sottoscritto l’appello “Abolition 2000” per l’abolizione totale di armi nucleari entro il 2000. “Siamo preoccupati – spiega mons.Bona – perché alcuni Stati, soprattutto gli Usa, non hanno ratificato il trattato sul bando delle armi nucleari del ’96. Questo comportamento ha fatto sì che altri Stati fossero demotivati e quelli che possiedono armi nucleari avessero la tentazione di provarle”. Secondo mons. Bona “l’India ha guastato la sua reputazione di leader del movimento dei paesi non allineati”. “Ci sorprende – afferma il presidente di Pax Christi – che proprio l’India, che per tradizione è pacifista, abbia rotto questa moratoria”. Mons. Bona si dichiara “preoccupato per la crescita di una cultura pragmatista per cui, al di là delle dichiarazioni ufficiali, molti pensano che l’idea della pace possibile sia un’utopia”. Si rischia così “l’insorgere di un equilibrio del terrore come nei primi tempi della ‘guerra fredda’”. Le religioni, ad avviso di mons. Bona, possono giocare ancora un ruolo fondamentale nella difesa della pace: “Possono incidere sui credenti e alzare la voce per allertare l’opinione pubblica”.