LA PRESENZA FEMMINILE NELLE RELIGIONI PER UN NUOVO UMANESIMO

Donne laiche e religiose, credenti e non credenti a confronto per “dialogare sul difficile equilibrio fra diritti universali e diritto all’identità, tra uguaglianze e differenze, tra diritti soggettivi e etica dellla responsabilità. Una questione che riguarda il diritto alla diversità uomo-donna, ma anche quella fra le donne stesse”. Queste, secondo Siliva Costa, presidente della Commissione nazionale parità, le linee guida del volume “Maschio e femmina li creò”, pubblicato da Il Segno dei Gabrielli Editore e presentato ieri a Palazzo Giustiniani.Il testo raccoglie gli atti di un seminario internazionale organizzato dalla stessa Commissione nel febbraio del ’96, con l’intento di tracciare un bilancio della presenza femminile nelle diverse religioni monoteiste. “Siamo nel Mediterraneo – ha sottolineato Silvia Costa – e come donne abbiamo la speciale responsabilità di contribuire attraverso il dialogo interreligioso alla promozione dell’identità femminile e ad una pace che si fondi sul rispetto dei diritti umani contro ogni integralismo”.”Come cattoliche – ha osservato suor Marcella Farina – possiamo offrire un grande servizio alla pace del mondo, contribuendo ad elaborare un nuovo umanesimo a due voci, dove le pluralità non siano semplicemente tollerate e poste all’esterno, ma siamo coniugate dentro di noi”.