TESTI SCOLASTICI TRA “REGIME” E LIBERTÀ DI SCELTA

La qualità della scuola dipende molto anche dalla qualità dei libri di testo che vengono prodotti e adottati. Di questo si è parlato nel convegno concluso oggi a Milano sul tema “Libertà di educazione, pubblicazione e scelta. Riflessioni e spunti sull’editoria scolastica”, promosso da “Gymnasium”, “Idis – Istituto di dottrina e informazione sociale”, “Radici nel futuro” e sostenuto da varie associazioni ed organismi, tra cui le Edizioni Ares, il Faes (Famiglia e scuola), l’Agesc, la Compagnia delle Opere. Secondo Cesare Cavalleri, direttore di “Studi cattolici”, “si può anche dire che oggi si respira un’aria strisciante di regime, ma ci sono ancora margini di libertà per i singoli professori, che possono ancora adottare i volumi che preferiscono”. Per Emilio Brogi, di “Gymnasium”, è comunque necessario rivedere i testi “anche in relazione al confronto con l’Europa”, mentre Luisa Santolini, del “Forum delle Famiglie”, ritiene che “oggi sulla scuola si gioca una partita cruciale ed il silenzio degli onesti diventa colpa di omissione grave: dev’esserci il pluralismo vero e non quello artificiale solo ‘nelle’ istituzioni statali, ma che sia aperto alla società civile”. Per evitare i rischi di omologazione e tutelarsi dagli abusi culturali la Santolini ha rimarcato la validità della proposta emersa dal convegno di istituire un “Osservatorio permanente sulla qualità dei testi scolastici” da affidare a famiglie, docenti e studenti che periodicamente si riuniscano per tale valutazione. Per Enzo Arnone, di “Diesse” (associazione professionale di insegnanti), occorre rompere con la “fissità burocratica della nostra scuola che genera assenza di dialogo vero, e quindi disaffezione”. Per Giovanni Cantoni, di “Alleanza Cattolica”, infine, si tratta di dare dignità alla trasmissione della cultura tra le generazioni, con una editoria che rispetti le tradizioni migliori del nostro paese.