CARD. BIFFI: “SENZA SUSSIDIARIETÀ NON CI SARÀ DEMOCRAZIA SOSTANZIALE”

“Fino a che non c’è un’adeguata, efficiente, normale applicazione del concetto di sussidiarietà, che si contrappone ad ogni totalitarismo statale e a ogni collettivismo di qualunque colore e matrice, non si può dire che sia davvero raggiunta una democrazia sostanziale”. Lo ha affermato il cardinale Giacomo Biffi, arcivescovo di Bologna, durante la Santa Messa celebrata in occasione del 1° maggio, festa di San Giuseppe lavoratore.Il cardinale ha precisato che l’applicazione “più autentica e coerente” del principio di sussidiarietà “è quella di indurre le strutture politiche e amministrative di ogni livello ad autolimitare l’ambito dei loro diretti interventi, impegnandosi invece ad aiutare positivamente le famiglie, le comunità di culto, le libere aggregazioni, perché possano esse stesse attendere senza impacci al raggiungimento delle loro specifiche finalità”. Si tratta di mettere cioè le cosiddette “realtà intermedie” nella condizione “di poter vivere, agire e attendere efficamente ai propri compiti, assegnando ad esse i necessari sussidi perché la loro autonomia non resti soltanto un diritto astratto e inattuato”.Riferendosi poi al cinquantesimo anniversario del 18 aprile ’48 il cardinale Biffi ha ricordato quella data come “un giorno in cui si è operata una scelta di civiltà”, in cui il “nostro popolo si è salvato dal tragico destino” toccato invece “a tante nobili e sventurate nazioni”. “In caso di scelta sbagliata – ha detto – nessuno sarebbe venuto a tirarci fuori dai guai. E così avremmo dovuto attendere anche noi il 1989 per respirare”. Infine il cardinale ha osservato che “il merito dello scampato pericolo spetta primariamente alla Chiesa in tutte le sue componenti: pastori, organizzazioni, militanti attivi, popolo dei credenti”.