“Cercate ancora, cercate sempre” è l’invito che il Movimento ecclesiale di impegno culturale (Meic) rivolge ai cattolici italiani nel documento finale a conclusione del convegno nazionale “L’oltre e i segni dell’oggi. Vivere il tempo tra inquietudini e speranza” che si è svolto nei giorni scorsi a Chianciano.”Perché le inquietudini che segnano il nostro tempo non continuino a tradursi in disagio” si legge nel documento, è necessario un “dialogo nuovo” tra credenti e non credenti, che aiuti anche il cristiano a vivere la propria fede “con maggiore coerenza” , annunciando “la speranza non come vago ottimismo, ma come competente offerta di ragioni per rimanere in questo oggi che è corto e lungo al tempo stesso”. Il Meic esorta quindi a fare più attenzione “alle relazioni tra carità dell’intelligenza e intelligenza della carità” per un nuovo atteggiamento “negli ambiti del vivere personale e sociale, nelle relazioni tra le persone, nella riscoperta dell’altro come diversità e come risorsa, nel rapporto con le nuove generazioni”. In quest’ottica la famiglia va intesa “non soltanto come luogo di riproduzione, cura e mediazione privatistica, ma come comunità intermedia e capace di porsi in relazione con le istituzioni sociali, economiche e culturali”. L’educazione deve essere invece uno strumento per “imparare a conoscere e imparare a vivere insieme con gli altri”, mentre l’economia esige “un’attenzione rinnovata” ai “processi del mercato e degli interessi finanziari” per evitare ulteriore “discriminazione tra ricchi e poveri, tra i Nord e i Sud del mondo e del Paese”, infine la politica, che richiede una “attenzione ai processi di formazione di una sensibilità culturale democratica, a partire dalla dimensione locale”.