MONS. LAMBIASI: “NO” AL MATRIMONIO COME “CONTRATTO”

Lo ha detto mons. Francesco Lambiasi, rettore del seminario di Anagni e docente di teologia presso la Pontificia Università Gregoriana, nel corso della seconda settimana di spiritualità coniugale e familiare, conclusasi ieri a Rocca di Papa (Roma). Intervenendo all’incontro, promosso dall’Ufficio Cei per la pastorale della famiglia sul tema “Il matrimonio in Cristo è matrimonio nello Spirito”, il relatore ha definito “paradossale” il “lungo silenzio della teologia a proposito del legame necessario e concretissimo tra lo Spirito Santo il matrimonio”. Responsabile di questa assenza secondo Lambiasi, è la “teologia giuridica”, che “per un verso ha ridotto il matrimonio a contratto e per l’altro ha confinato lo Spirito Santo nel perimetro ristretto dell’assistenza al magistero e dell’intimità del singolo cristiano”. L’identificazione del matrimonio come contratto, ha proseguito il relatore, “pur garantendo questa istituzione di fronte al potere pubblico e pur salvaguardando il carattere personale di reciproco impegno assunto dai due futuri sposi, ha finito per non vedere più il matrimonio come mistero che riproduce la grande storia della salvezza, ma come un istituto naturale, eticamente regolato da norme di diritto naturale, che diventa automaticamente sacramento quando viene celebrato da cristiani, secondo la forma stabilita dal diritto della Chiesa”.