CARD. BIFFI: QUALE DIALOGO TRA CREDENTI E NON CREDENTI

“La risposta al problema se sia o no possibile un dialogo tra il credente e il non credente è una risposta dialettica: interagiscono fattori diversi, nessuno dei quali può essere trascurato”, afferma l’arcivescovo di Bologna, card. Giacomo Biffi, che oggi interviene presso lo studio teologico accademico bolognese con una “riflessione sul dialogo”. Secondo Biffi, “non c’è alcuna possibilità di ‘dialogo’ tra la fede e l’incredulità, considerate come atteggiamenti mentali e spirituali totalmente estranei e tra loro antitetici. Del resto, dall’incredulità come tale, intesa come piena negazione di ogni rapporto con Cristo, non abbiamo niente da prendere o da imparare”.Tuttavia, prosegue il cardinale, “la riflessione sul ‘dialogo’ va preservata da ogni faciloneria e da ogni leggerezza, perché la posta in gioco è altissima e la questione è seria: ci può essere il rischio, con una spensierata apertura scambiata per generosità, di non riconoscere più Gesù Cristo come l’unico maestro di vita e l’unico salvatore dell’uomo; ma ci può essere anche il rischio, in nome di un’improvvida intransigenza dottrinale, di disimparare ad amare: ad amare tutti gli uomini senza eccezione i quali, per il fatto di essere stati creati, sono chiamati ad aver parte alla gioia divina e restano sempre immagini vive dell’unico Signore dell’universo”.