“Solidarietà, opportunità, dignità, reciprocità, fedeltà” sono “i cinque gradini della speranza” che mons. Bregantini, vescovo di Locri, nella sua relazione al convegno Cei su “La questione lavoro oggi: Nuove frontiere dell’evangelizzazione”, in svolgimento a Roma, ha invitato a salire per guardare alla questione lavoro con “nuove angolature e nuove prospettive” ponendosi cioè dalla parte dei perdenti, della povera gente”. Mons. Bregantini si è chiesto quale futuro per “i giovani disoccupati, per i cinquantenni espulsi e dimenticati con rassegnazione, per gli ex-drogati e gli ex-carcerati”. “Il sistema economico va visto con gli occhi di queste realtà e non dalla parte di chi investe in borsa e piange e strepita ogni giorno alle primissime notizie del tg”. Denunciando la “pura finanza speculativa” e i miti “delle vincite e del guadagno facile su cui si innesta la droga e la mafia”, Bregantini propone un “cammino culturalmente nuovo” in cui lo sviluppo “è soprattutto endogeno, ben legato alla storia locale e inserito nella cultura del territorio. Ecco i patti territoriali, i contratti d’area, l’impegno nel campo agricolo, la valorizzazione dei beni culturali, in gran parte di proprietà della Chiesa”, Ed in questo cammino le tre “agenzie, Chiesa, famiglia e scuola”, giocano un ruolo educativo determinante nel dare “pari dignità ad ogni lavoro.”