“Non bisogna essere pessimisti perché l’Italia è il paese in cui la stampa cattolica ha la più vasta ‘audience’ rispetto al resto del mondo”. Ad affermarlo è stato Beppe Del Colle, direttore del settimanale diocesano “Il nostro tempo” di Torino, durante la tavola rotonda di ieri al convegno della Federazione italiana settimanali cattolici che si è chiuso oggi a Torino.Del Colle ha ricordato più volte che la condizione del cattolico è comunque di “minoranza”, non troppo dissimile da quella dei cristiani del II secolo e comunque migliore rispetto ad altri periodi storici (ad esempio nell’Italia del XIX secolo). Il giornalista cattolico è dunque consapevole di trovarsi di fronte “a un mondo spesso indifferente”. Secondo Del Colle “non è vero che la Chiesa è sempre trattata male dalla stampa laica” anche se ha riconosciuto che la situazione attuale, per le testate cattoliche minori, non è certo facile: “Oggi ci sono problemi nuovi da affrontare – ha detto – soprattutto di natura economica. Problemi che sono destinati a complicarsi con la globalizzazione dell’economia mondiale”. Una visione realistica della realtà, “rafforzata dalla speranza cristiana”, deve essere, per il giornalista cattolico, la base per costruire il proprio prodotto puntando su “professionalità e qualità, in modo da reggere la concorrenza con le altre testate, perché da ciò dipende la credibilità e la fiducia da parte dei lettori”.