Il compito dei settimanali cattolici è quello di “restituire soggettività alle comunità e alle singole persone, consentendo loro di riconoscersi e di riconoscere il contesto in cui vivono”. E’ quanto si legge nel nuovo documento programmatico della Federazione Italiana Settimanali Cattolici (Fisc) dal titolo “Il settimanale diocesano. Giornale della Chiesa, giornale della gente”, presentato oggi a chiusura del Convegno di Torino. Di fronte al rischio di “depotenziamento dell’opinione pubblica, alla frammentazione delle comunità vitali e alla progressiva riduzione dei margini della comunicazione interpersonale”, sottolinea la Fisc, i settimanali cattolici devono continuare ad essere un “mezzo di comunicazione popolare e strumento di comunione”, attraverso l’attenzione e la “fedeltà creativa agli orientamenti della Chiesa, e in particolare della Chiesa locale”. In questa prospettiva, si legge ancora nel documento, i settimanali cattolici diventano interlocutori della società, promuovendo “la conoscenza reciproca e il dialogo tra tutti i membri della comunità” e facendosi nello stesso tempo “luogo di confronto sulle differenti opzioni dei cattolici riguardo a particolari condizioni sociali, economiche, politiche e culturali”, nel rispetto e nella valorizzazione della “laicità” propria degli strumenti della comunicazione sociale. Anche il Papa, con un telegramma, ha invitato i 200 partecipanti al convegno a “rafforzare la consapevolezza degli specifici compiti della stampa cattolica”, riproponendo “costantemente e fedelmente i valori umani e cristiani necessari per costruire una società realmente libera e solidale”.