“Il divario quantitativo e qualitativo della stampa diocesana tra Nord e Sud è reale e ha radici molto lontane”. Lo ha detto don Alfio Inserra, direttore del settimanale “Cammino” di Siracusa, commentando i lavori del Convegno Fisc “Giona e la balena”, conclusosi oggi a Torino. Secondo Inserra, le “carenze effettive” dei settimanali cattolici del Sud sono “carenze di operosità, di organizzazione, di investimento economico ed ‘umano’, a tutti i livelli: di parrocchie, di istituti, di istituzioni, di diocesi e di conferenze episcopali”. Il direttore del Cammino ha puntato il dito soprattutto su “una linea pastorale secolare, nel Sud, fondata sulla sacramentalizzazione” e incapace di interpretare i cambiamenti avvenuti nel modo stesso di vivere la fede: i fedeli, infatti, “da una fede di consenso tradizionale si sono sempre più aperti ad una fede critica e alla ricerca di motivazioni aderenti ai problemi sociali ed economici, che per lo più sono assenti nella pastorale ordinaria ed operativa delle chiese del Sud”. Nonostante “i pronunciamenti da parte delle autorità ecclesiali”, ha fatto notare Inserra, “si resta quasi sempre a livello di dichiarazioni di valori e di buoni intenti”. Di qui l’importanza delle “sinergie” con i settimanali del Nord, che “possono diventare motivo di esempio e di stimolo per quelli del Sud”. Sulla necessità della collaborazione tra i settimanali si è soffermato anche don Giovanni Carta, direttore de “L’Ortobene” di Nuoro: “Oltre alle difficoltà economiche, che rendono scarsa la presenza di giornalisti professionisti nelle redazioni – ha aggiunto – un ostacolo alla circolazione delle informazioni, in Sardegna, è proprio l’individualismo”.