E’ il commento di don Antonio Cecconi, vicepresidente della Caritas italiana, che interverrà nella rubrica “La pietra scartata”, in onda domani su Sat 2000 alle 17.45. Parlando del recente disastro che ha colpito le zone di Sarno e Quindici, in Campania, don Cecconi spiega che “il lavoro della Caritas in questi luoghi punta a creare, dopo l’emergenza, una mentalità basata sulla solidarietà a favore delle generazioni future”. In queste terre, “sempre più devastate dalla mano dell’uomo, esistevano dei manufatti – prosegue don Cecconi – creati appositamente per far defluire l’acqua in eccesso ma questi sono stati ricoperti di cemento o interrati per farne degli orti. Dove l’acqua doveva rallentare oggi acquista velocità creando disastri”. Anche la vegetazione, aggiunge, “è impoverita da incendi non casuali”. Secondo il vice-direttore della Caritas è quindi necessaria, per i cittadini, un’educazione alla legalità che si coniughi, dopo il disastro, con un nuovo stile di vita, evitando di “costruire la propria abitazione in luoghi dove non si può costruire”. Intanto la mobilitazione della Caritas non si ferma. “Per questa estate – dice don Cecconi – stiamo organizzando dei gruppi di volontari con una turnazione ragionata che garantisca, come nei giorni dell’emergenza, presenza operativa, dialogo e assistenza religiosa”.