GIOVANI E LAVORO: I DIVERSI ATTEGGIAMENTI A CAGLIARI E PADOVA

Come reagiscono i giovani di due diversi contesti geografici e socio-economici alla globalizzazione, alla creazione dell’Europa unita, alla scarsità di lavoro? La risposta viene da due inchieste, quasi parallele, compiute la prima in diocesi di Cagliari (sarà presentata il 24 giugno prossimo) e la seconda a Padova. “I giovani cagliaritani – dice la ricercatrice Martina Lecca – sono solo in parte consapevoli della nuova rivoluzione tecnologica in corso e pochi esprimono voglia imprenditoriale”. A Padova, invece, i giovani appaiono più consapevoli delle novità in atto, anche per la maggiore dotazione di imprese e l’apertura all’estero. Tuttavia, scrive su “La Difesa del Popolo” Sara Melchiori, “hanno poca voglia di muoversi, poca disponibilità mentale alla flessibilità che richiede l’ottica europea, hanno il desiderio del posto comodo, sicuro, sotto casa e soprattutto un pallino fisso: il guadagno consistente e sicuro”. La differenza è evidente: a Cagliari i giovani ritengono che sia importante studiare di più per prepararsi meglio e con maggiori qualifiche a un lavoro che per molti purtroppo “non c’è” o “non ci sarà”. A Padova, invece, il lavoro c’è e subito: il 97% degli studenti delle superiori svolge qualche lavoretto per pagarsi gli ‘extra’ e solo il 23% si dichiara intenzionato a proseguire all’università. Ben 77 su 100 infatti preferiscono, terminate le superiori (compresi i licei), trovarsi subito un’attività e iniziare a guadagnare.