“Abbiamo trovato un ospedale privo di mezzi, con i malati nudi, buttati dentro uno stanzone, incapaci di esprimersi e di chiedere qualcosa”, così Vittorio Sconci ha descritto a Sat 2000 la condizione in cui versava l’ex-ospedale psichiatrico di Collemaggio di cui è primario. “Io e i miei collaboratori – ha raccontato Sconci – ci siamo impegnati per dare dignità a queste persone dopo aver visto scene terribili alle quali stavamo diventando insensibili”. Nasce da questa presa di coscienza “il progetto Collemaggio” che in pochi anni ha trasformato il manicomio. “Il primo passo effettuato- racconta Sconci – fu quello di umanizzare l’ambiente ospedaliero. I reparti furono trasformati in case famiglia e gradualmente si cercò di ricostruire il rapporto con la città”. Altro momento fondamentale è stata l’apertura all’esterno, con il paese, “e l’affitto di appartamenti in cui i degenti potessero vivere” con l’ausilio di personale interno ospedaliero, “adeguatamente formato” e di volontari di una cooperativa sociale. Non solo una nuova collocazione ma anche attività diverse come gite, soggiorni estivi, lettura, il tutto attraverso “forme di dialogo e di vicinanza che hanno donato dignità al malato di mente”. Oggi molti di loro mostrano enormi progressi e per il 2000 si prevede un altro passo di questo progetto: “la nascita, – ha anticipato Vittorio Sconci – di una colonia agricola di riabilitazione che vuole essere un messaggio per chi lavora con i malati di mente”. L’incontro con Vittorio Sconci e la sua equipe andrà in onda domani su Sat 2000, all’interno della rubrica “La pietra scartata” alle ore 18,44.