Elezioni per rinnovare il consiglio regionale domenica 14 giugno in Friuli Venezia Giulia. “Per un cattolico, un credente, – domanda il settimanale ‘Il Popolo’ di Pordenone – qualsiasi opzione è identica? Al seggio elettorale dovrebbe dimenticare la sua coscienza, i valori nei quali crede? Oggi si tende a separare la scelta elettorale della coscienza religiosa, come se cristiani si debba essere soltanto nel privato, in casa, dimenticando che la politica va intesa come carità, amore al bene comune ed incarnazione dei grandi valori. In realtà alcuni riferimenti di principio sono necessari per votare bene o alla meno peggio”.Primo fra tutti – continua ‘il Popolo’ – il rispetto della persona, che esclude discriminazioni razziali, religiose, tra ricchi e poveri. Se il cristiano non può aderire al marxismo, ugualmente non può santificare il liberalismo: sono due egemonie culturali da evitare. La persona esige anche spazi per organizzarsi liberamente sia in campo economico che sociale. Lo Stato non deve pretendere di fare tutto, ma deve sostenere la famiglia e le associazioni. Va rafforzata la famiglia e soprattutto aiutata a mettere su casa, ad avere e allevare i figli con opportuni aiuti economici, come varie forme di detassazione. E il problema degli anziani? La regione Friuli è troppo vecchia e senza bambini.Non meno importante è votare esaminando il candidato e la lista sulle questioni di bioetica e della fecondazione artificiale.Un cristiano non può scegliere chi ammette lo sfascio della famiglia, la droga libera, l’abortismo. Sono solo esempi. Guai a dimenticarsi per ragioni partitiche di essere cristiani. Sensibilità cristiana, professionalità e senso sociale, amore al bene comune e onestà, dovrebbero essere i caratteri del candidato nel quale ripone la sua fiducia un elettore cristiano”.