CARD. RUINI: I LAICI, “MISSIONARI” DI CULTURA

“L’animazione cristiana della cultura non è compito solo della pastorale, ma di ogni cristiano, nella propria vita e opera quotidiana”. Lo ha detto oggi il card. Camillo Ruini, presidente della Cei, aprendo oggi a Roma l’incontro per le aggregazioni laicali, promosso dal Servizio nazionale per il progetto culturale. “Il progetto culturale – ha proseguito il cardinale – sta dentro la grande prospettiva di missionarietà ‘ordinaria’ della Chiesa, che è globale non solo per il soggetto – il popolo di Dio in missione – ma anche per l’obiettivo, che è la cultura in cui le persone vivono”. Questa “cultura”, ha precisato il presidente della Cei, “non è qualcosa di estraneo, ma è quasi l’aria che respiriamo”. In una società, come quella di oggi, caratterizzata da un “accresciuto pluralismo sociale e culturale”, per Ruini “è importante la pluriformità del laicato associato, non in un’ottica di alternativa, ma di comunione e di collaborazione reciproca”. Tutto ciò perché, secondo il cardinale, “il progetto culturale non si muove in una prospettiva di ‘arroccamento’, bensì di ‘estroversione’, nella comunione vivente delle chiese particolari che sono in Italia”. Il presidente della Cei ha messo l’accento sull’ampiezza dell’ “animazione cristiana delle realtà terrene”, che coinvolge ambiti decisivi, come la famiglia, il lavoro, la ricerca, l’educazione, la comunità sociale, le responsabilità pubbliche, economiche, politiche, istituzionali. In tutti questi campi, che sono poi anche il raggio di azione delle aggregazioni laicali di ispirazione crististiana, “la fede – ha concluso il cardinale – va proposta, non imposta, per rispettare pienamente la libertà delle persone”, in una prospettiva di servizio, e non di “rivendicazioni personali”.