NOTA SETTIMANALE SIR

Pubblichiamo il testo integrale della nota Sir di questa settimana. Nuovo test elettorale, questa volta in Friuli. Crollano i votanti, arretra la Lega, Forza Italia è il primo partito, crescono i Democratici di sinistra, mentre il Centro popolare e cossighiano registra un risultato interlocutorio. La decisione per il governo regionale sarà affidata al negoziato tra le forze politiche. L’unico dato certo è la conferma di una chiara prevalenza dei partiti che a livello nazionale si trovano all’opposizione.Mentre i partiti che sostengono il governo si stanno consultando per dare avvio alla più volte annunciata “fase due” dell’azione dell’esecutivo guidato da Romano Prodi, è confermato lo stato di movimento della situazione politica. Quale direzione esso possa assumere tuttavia è ben difficile dire, per i contraddittori segnali che quotidianamente si percepiscono, e sembrano acuire un senso di nevrosi lungo l’intero arco della politica, ed in particolare in alcune forze politiche. Fattori contingenti e fattori più fisiologici si mescolano e si sommano. E’ iniziata infatti la campagna per il Quirinale, che tradizionalmente in Italia rappresenta un elemento di tensione. Si avvicinano anche le elezioni europee, in cui, probabilmente, si definiranno due grandi schieramenti, quello socialdemocratico e quello popolare-moderato, così da invitare le forze politiche italiane ad una scelta assai scomoda. Inoltre la fine della Bicamerale lascia una coda referendaria dagli esiti ancora imprevedibili.Ma al di là degli schieramenti incalzano i problemi strutturali. Quest’anno molte famiglie dovranno rinunciare alle vacanze. Il ceto medio è in una situazione sempre più complessa, e si sente privo di riferimenti, di orientamenti. E questo è forse il punto vero. Nonostante per antica abitudine italica il circuito della politica e della comunicazione tenda a buttare tutto in politica, nel gioco degli schieramenti, oggi è ve ro proprio il contrario. Senza aprirsi alle sollecitazioni che vengono dalla vita e dalla società, la politica resta un teatro sempre più vuoto e sempre meno interessante. I tempi sono cambiati, anche se taluni hanno difficoltà a comprenderlo e ragionano secondo vecchie logiche, le logiche di alcuni decenni fa. Non possiamo più ragionare con gli schemi del passato. E tantomeno ragionare secondo schemi politici, o riconducibili alle forze politiche.Per le forze vive della nazione è al contrario il tempo della proposta, senza alcun complesso nei confronti della politica e delle forze politiche, senza calcoli miopi di schieramento. Per i cattolici in particolare è il tempo di dire le cose con schiettezza, non per interessi di parte, ma con la consapevolezza serena che dicendo le cose come stanno sulla famiglia e sulla vita, sulla scuola e sull’educazione, sulla libertà e la giustizia, sul lavoro e sulle emergenze sociali, si rende un vero servizio a tutti. Per i cattolici, oggi più che mai, è il momento di avere il coraggio della proposta, a tutto campo, è il momento di essere più coraggiosi nel discernimento e più franchi nella proposta. Ecco perché continueranno ad insistere sui grandi temi della persona e della società. Che sono i temi dei cattolici, ma sono anche temi comprensibili e condivisibili per tutti coloro che vogliono veramente andare avanti, guardando serenamente in faccia la realtà, senza lasciarsi impigliare nei mille lacci degli interessi di corto respiro.