La proposta giunge dal movimento internazionale “Terre des hommes”, Organizzazione non governativa (Ong) che da 35 anni mobilita in tutto il mondo migliaia di persone per aiutare l’infanzia in difficoltà. Il movimento, insieme con altre Ong italiane, appoggia con forza la costituzione di un Tribunale internazionale permanente per i criminin contro l’umanità, che è in questi giorni al centro dei lavori della Conferenza diplomatica di Roma, e ne chiede l’ampliamento delle competenze con un’ ottica particolare: “Che i crimini organizzati contro l’infanzia siano considerati come crimini contro l’Umanità anche in tempo di pace”. Una proposta, raccolta sotto il titolo “Appello di Losanna”, che è stata subito appoggiata da molte altre organizzazioni di volontariato. “Associazioni come le nostre – spiega Micheal Hoffman, direttore dei programmi di ‘Terre des Hommes’, a margine della Conferenza Onu – si dimostrano insufficienti a fronteggiare delitti abominevoli come l’eliminazione violenta dei bambini da parte degli squadroni della morte, lo sfruttamento della prostituzione infantile e del lavoro minorile, l’arruolamento in truppe da combattimento”. Per questo ‘Terre des Hommes’, che a Roma ha invitato anche alcuni genitori di vittime di questi reati, auspica che la Conferenza di Roma affronti il problema non solo per porre un freno a questi crimini ma anche per creare una mentalità che non permetta che essi vengano più commessi. E’ ancora difficile immaginare come sarà accolta questa proposta dalla Conferenza diplomatica. Ma dall’eco scaturita da alcune conferenze a livello internazionale, “la maggioranza dei Paesi – osserva padre Angelo Pansa, missionario saveriano in Amazzonia – si sta avvicinando ad un punto di convergenza, anche se alcuni gruppi fanno resistenza. Se saranno solo i governi a decidere, la Corte non si formerà mai. Serve una forte pressione della società”