PETROLCHIMICO DI MARGHERA: INTERVIENE LA DIOCESI DI VENEZIA

All’indomani del sequestro dello scarico a mare dello stabilimento petrolchimico di Porto Marghera e delle conseguenti proteste degli operai, interviene don Fabio Longoni, responsabile della pastorale sociale e del lavoro della diocesi di Venezia. In un’intervista che sarà pubblicata sul prossimo numero del settimanale diocesano “Gente Veneta”, Longoni afferma che è necessario lavorare per una “chimica pulita”: “Non solo per una difesa del lavoro – afferma – ma perché oggi i mezzi tecnologici che sono a nostra disposizione ci permettono di pensare ad una situazione diversa rispetto a soli dieci anni fa, quando si scaricavano i gessi radioattivi ai bordi laguna”.”Nel passato – afferma il sacerdote – non si è tenuto conto della gente quando si è deciso di fare il polo chimico; oggi non si tiene più conto della gente quando si decide di distruggerlo”. Quanto alla protesta dei lavoratori, don Longoni riferisce: “Tu parli con loro e ti dicono in modo esplicito: a noi non interessa salvare la chimica per la chimica, ma il posto di lavoro. Se si possono riconvertire le aree si riconvertano, ma non ci siano speculazioni”. Sul problema della riconversione delle aree, Longoni auspica una “risposta, da parte di chi ha responsabilità amministrative, di politica industriale, quindi anche a livello governativo”.