L’AZIONE (VITTORIO VENETO): BESTEMMIA, “TRISTE PRIMATO ITALIANO”

“Perché oggi, si parla così poco della gravità della bestemmia?” E’ l’interrogativo che inquieta don Giovanni Dan, che riporta su “L’Azione”, il settimanale diocesano di Vittorio Veneto, una serie di testimonianze e una riflessione personale sull’argomento. Don Dan ricorda che questa abitudine è “un triste primato italiano” perché fuori dai confini è ormai consuetudine dire “bestemmia come un italiano” anziché “come un turco”. Sui campi di calcio, ad esempio, tifosi e calciatori spesso si dilettano in questo esercizio, come pure nelle scuole, nei bar, nelle sale da gioco frequentate da anziani e da giovani. In Veneto la proprietaria di un locale pubblico ha dovuto affiggere un cartello con questa scritta: “I frequentatori di questo locale sono pregati di astenersi dal dire parolacce e bestemmie, perché la proprietaria è stanca di sgridare il proprio bambino, che continua a ripetere le volgarità che impara”. Secondo don Dan “bestemmiare vuol dire mancare di rispetto non solo a Dio, ma anche a chi ascolta; vuol dire mettere a disagio tante persone e rovinare tante coscienze”. Constatando che, a questo proposito, i musulmani possono esserci da esempio, don Dan invita a “reagire, certo con delicatezza per non fare peggio, ma con forza e coraggio. La Chiesa stessa non può fare finta che il problema non esista – afferma – e deve inserire la lotta alla bestemmia nei suoi programmi pastorali”.