CARITAS: PER LE POPOLAZIONI DEL RUANDA TRE RETI DIOCESANE

La positiva esperienza della Caritas italiana per le popolazioni del Ruanda attraverso il “Programma Grandi Laghi” verrà rafforzata con un “lavoro in rete con le diocesi italiane”.”Per lavoro in rete – spiegano i promotori dell’iniziativa di cui oggi a Modena si definiscono gli ultimi particolari – si intende l’insieme delle relazioni che consentono alle persone ed alle organizzazioni che lavorano insieme per lo stesso fine di mantenere le rispettive identità culturali e sociali”.La prima rete gestirà il programma “Lasciateci giocare” rivolto ai bambini di strada in Ruanda. Trimestralmente chi si occupa di questi interventi farà il punto sulla situazione e sulle prospettive tenendo conto del contributo di due operatori italiani presenti nel paese africano.La seconda rete è formata da Caritas italiane e ruandesi che hanno in corso gemellaggi. Un operatore italiano a Kigali coordinerà i vari contatti.La terza rete è formata da Caritas diocesane alle quali, per l’esperienza acquisita in importanti interventi di solidarietà (profughi albanesi, kurdi, nord-africani, quartieri a rischio, minori in difficoltà…), è stato chiesto di collaborare alla formazione degli operatori inseriti nel programma Ruanda.Nelle tre reti sono coinvolte, per ora e con diversi compiti, le diocesi di Roma, Milano, Messina, Como, Bergamo, Reggio Emilia, Pisa Bologna, Napoli, Reggio Calabria, Regioni Triveneto e Umbria, Mazara del Vallo, Otranto. Si aggiungono le Caritas di Spagna, Austria e Svizzera Italiana.