LO SPORT IN PARROCCHIA COME “VIA DI FEDE”

Se ne è parlato nel corso del convegno su “Parrocchia e sport, per un rinnovato impegno progettuale”, organizzato dalla Commissione Cei per la pastorale del tempo libero, turismo e sport, che si è concluso oggi a Roma. “La parrocchia – ha dichiarato mons. Vittorio Peri, consulente ecclesiastico nazionale del Centro sportivo italiano – dovrebbe mettersi in tuta e scarpe da ginnastica per incontrare i giovani dove essi vivono e trasformare lo sport, così ricco di valenze educative sul piano umano, in via di fede”. Occorre ripensare lo sport non come un riflesso della vita cristiana, ma secondo mons. Peri, come “luogo per far crescere un’autentica spiritualità cristiana e via di santità”. Lungi dall’essere “solo occasione esteriore di un annuncio del Vangelo”, lo sport non può essere più ignorato nell’impegno pastorale. “Una parrocchia che dovesse escludere la dimensione sportiva dall’impegno pastorale credo che proponga una pastorale mutilata”. L’inserimento organico “delle attività sportive all’interno della pastorale parrocchiale e diocesana e in tutta la Chiesa locale” diventa necessario per una nuova evangelizzazione. La pastorale sportiva ha un grande vantaggio rispetto ad altre forme di annuncio, “non è un annuncio fonico, verbale – ha sottolineato mons. Peri – ma esperienziale, ovvero i valori che noi vorremmo proporre ai nostri giovani, solidarietà, amicizia, collaborazione, altruismo, non sono annunciati ma concretamente vissuti quando gli si propone una esperienza educativa, nella loro vita” .