Mons. Francesco Saverio Salerno, Segretario della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede, intervenuto alla conferenza stampa di presentazione del bilancio della Santa Sede, ha spiegato che «su diretto interessamento del Santo Padre nel 1997 la Santa Sede ha aumentato gli assegni familiari del 40%». Mons. Salerno ha spiegato che «il principio legislativo è simile a quello vigente nell’amministrazione italiana anche se l’entità dei contributi è superiore e varia per gruppo familiare e per condizione economica».Sulla questione riguardante l’ingresso o meno della Città del Vaticano nell’Euro, il dottor Ivan Ruggiero, Ragioniere Generale della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede, ha chiarito che «il problema è complesso e non riguarda solo la Città del Vaticano ma tutti i piccoli Stati come Andorra, Monaco, San Marino ecc. Ognuno di questi piccoli Stati fa riferimento ad un area monetaria specifica e da questo punto di vista la Santa Sede sta cercando di capire come comportarsi nei confronti del governo italiano. Il problema rimane però a livello comunitario perché l’adesione all’Euro implica un accordo politico amministrativo con la presentazione dei parametri relativi alla Bilancia commerciale, all’inflazione, al debito pubblico ecc. Tutte questioni che creano grosse difficoltà all’adesione dei piccoli Stati all’Euro».