CATECHESI: IN ITALIA SONO OLTRE 350 MILA (2)

“La comunicazione del messaggio cristiano ai fanciulli e ragazzi disabili passa attraverso l’esperienza di un clima di fede, di rispetto, di simpatia; attraverso una relazione interpersonale, forme espressive e linguaggi appropriati”. Lo ha detto suor Prisca Corrado, responsabile del settore catechesi per i disabili, intervenendo al 33° convegno nazionale dei direttori degli uffici catechistici, che vede riuniti in questi giorni ad Assisi circa 250 partecipanti da tutt’Italia. Riconoscendo che “va aumentando l’attenzione verso le persone disabili”, suor Corrado ha ricordato che “l’accoglienza è il primo e principale atteggiamento da maturare come educatori, catechisti, e comunità”, in modo da promuovere “condivisione e aiuto concreto sia verso i disabili, sia verso le loro famiglie”. “E’ attraverso l’esperienza della comunione ecclesiale – ha detto – che questi fratelli possono scoprire l’amore di Dio e diventarne a loro volta testimoni”. I catechisti che operano con i disablii, ha precisato suor Corrodo, oltre ad essere “ben preparati”, devono superare “una catechesi che fa appello solo al ragionamento, per passare ad una catechesi esperienziale”, imparando ad usare anche “linguaggi alternativi a quello verbale”. Per questo c’è l’esigenza di “itinerari differenziati di catechesi”. Suor Corrado ha suggerito di istituire in ogni ufficio catechistico diocesano il settore per la catechesi dei disabili, “creare spazi per sensibilizzare i catechisti nei progetti di formazione ordinaria”, promuovere incontri sul tema e coinvolgere le famiglie dei disabili.