“La promozione e lo sviluppo della dignità della persona dei carcerati, degli ex carcerati e di tutti coloro che si trovano in situazione di emarginazione sociale, attraverso un percorso di recupero, riabilitazione e reinserimento sociale, basato sull’attività lavorativa”. Queste le finalità della “Fondazione carcere e lavoro” – promossa da Caritas Italiana, Caritas di Milano, Compagnia delle Opere Non Profit, Gruppo Abele, Gruppo Exodus – che verrà presentata il 10 giugno, in una conferenza stampa, a Roma (Hotel Nazionale, ore 11,30). Il lavoro, si legge in una nota, è “strumento e occasione fondamentale per il percorso rieducativo e di reinserimento sociale” dei carcerati. Eppure, “negli ultimi otto anni, la percentuale dei detenuti che lavorano è dimezzata, o, meglio, è raddoppiata la popolazione detenuta, mentre è rimasto stabile il numero dei detenuti lavoratori e sono progressivamente diminuiti i fondi a disposizione dell’amministrazione penitenziaria”. Ancora più preoccupante, si legge ancora nella nota, risulta la situazione, “se si considera il bassissimo numero di detenuti che hanno un lavoro ‘vero’, cioè in grado di configurarsi come reale opportunità di reinserimento sociale”. I detenuti che lavorano all’esterno, o non alle dipendenze dell’amministrazione penitenziaria, sono infatti solo 1.677 su 48.209. Alla conferenza stampa di mercoledì, parteciperanno don Elvio Damoli, don Virginio Colmegna, don Luigi Ciotti, don Mauro Inzoli, don Antonio mazzi. Sono previsti, tra gli altri, anche gli interventi dei Ministri Anna Finocchiaro, Giovanni Maria Flick, Tiziano Treu.