Si è aperto oggi il convegno nazionale di pastorale dei circhi e dei luna park, organizzato a Collevalenza dalla Fondazione Migrantes. Tre giornate di lavori che si concluderanno venerdì prossimo per rispondere alla domanda: “Quale esperienza di Chiesa far crescere all’interno delle minoranze circensi e fieranti?”. “E’ una Chiesa in viaggio – spiega al Sir don Piergiorgio Saviola, direttore dell’Ufficio Migrantes per la pastorale dei fieranti e dei circensi – e il segreto per valorizzarla va cercato proprio al suo interno. Persone straordinarie che vivono con gioia i valori umani e li irradiano con grande sensibilità”. Il passo successivo è conseguente: “In effetti – dice don Saviola – non possiamo pensare di essere evangelizzatori a modo nostro. Al contrario, l’atteggiamento deve essere quello dell’attenzione e del rispetto del loro patrimonio culturale. Cominciando dalla famiglia, ad esempio. Quella del circense, o del lunaparchista, può incarnare il modello di piccola Chiesa domestica, in quanto portatrice di valori come l’accoglienza e la solidarietà”. “Le risorse non mancano, – spiega don Saviola – basti pensare alla freschezza della loro religiosità popolare. E poi cogliere quella straordinaria vitalità, la gioia di vivere, il sorriso che si portano dentro, francescanamente”.E il sorriso non è facile per queste minoranze, penalizzate da una situazione di incertezza economica che le minaccia. Non se ne contano più di 135 in Italia. Costi di gestione, difficoltà a reperire gli spazi, ma anche le recenti polemiche sull’uso degli animali negli spettacoli, stanno ipotecando seriamente le prospettive di queste attività. E per le 5 mila persone che ci lavorano, il futuro non è sicuramente roseo. E così vale per i lunaparchisti, circa 70 mila nel nostro Paese. (segue)