A Taranto si vive nella speranza che si concretizzino soluzioni per un salvataggio dell’azienda. Anche la curia diocesana si è interessata, a partire dall’arcivescovo mons. Benigno Luigi Papa, alla vicenda delle “Belleli offshore” che coi suoi 2 mila dipendenti e 300 miliardi di fatturato nella produzione di piattaforme petrolifere, – ha ricordato mons. Papa – costituisce un patrimonio di lavoro e di tecnologie per la città e il territorio. “La solidarietà che i lavoratori chiedono – ha scritto nel suo messaggio il vescovo – non è di tipo assistenziale: la società ha mercato e le capacità professionali degli operai, dei programmatori e degli ingegneri sono riconosciute da tutti e fanno onore al nostro territorio”. Con la soluzione raggiunta ieri della ammissione al concordato preventivo, al momento dovrebbero essere neutralizzate alcune istanze di fallimento e i creditori potranno pronunciarsi il 24 ottobre sul concordato stesso. Negli ambienti sindacali della città si confida che l’interessamento del governo porti a qualche risultato. Tra le ipotesi avanzate c’è infatti quella della partecipazione della finanziaria pubblica Itainvest al capitale della società con un apporto considerevole in grado di permettere la prosecuzione dell’attività. Mons. Papa teme che, senza il salvataggio dei posti di lavoro e il rilancio dell’attività, “l’economia della città e della provincia di Taranto verrebbe messa in ginocchio”.