“L’intervento di Scalfaro è stato un intervento volto a rasserenare i rapporti tra politici e magistrati, ristabilendo la separazione tra i poteri”, così Gianfranco Garancini, costituzionalista e notista politico per i settimanali diocesani italiani, commenta il recente intervento del presidente della Repubblica Scalfaro al Consiglio Superiore della Magistratura. “La magistratura non può giudicare la politica, così come la politica non può giudicare la magistratura”, nota Garancini. E prosegue: “Scalfaro ha anche messo in guardia dal rischio di uno scontro nello Stato. Perché si risolverebbe in uno scontro contro lo Stato. Un conflitto tra poteri va a scapito di tutti i cittadini”.Inoltre, rileva Garancini, il Presidente della Repubblica ha ricordato al Csm, da lui stesso presieduto, che “se avesse fatto il suo dovere cioè avesse sanzionato chi lo meritava, non ci sarebbe stata la necessità di una Commissione di inchiesta su tangentopoli”. Questo, ad avviso del docente, significa che “anche Scalfaro ritiene che la Commissione di inchiesta su tangentopoli rappresenti un altro episodio del confronto tra politica e giustizia”. Tale Commissione, conclude Garancini, “può aiutare a rasserenare i rapporti tra i poteri dello Stato, facendo luce su ciò che è accaduto veramente durante tangentopoli, purché non sia accompagnata da intenti polemici”.