ALLUVIONE E TERREMOTO: “ABBANDONO E POCHI SOLDI PER LA RICOSTRUZIONE”

“E’ come se il sipario fosse già calato sulla nostra tragedia. Spenti i riflettori dei media si sono tutti dimenticati di noi. Questa emergenza territoriale è rimasta un problema regionale anziché nazionale”. L’amara constatazione viene da fra Terenzio Soldovieri, direttore della Caritas di Nocera-Sarno e coordinatore regionale per la Campania, che ha denunciato al Sir l’abbandono e la dimenticanza delle aree alluvionate da parte di istituzioni e opinione pubblica. I fondi stanziati da governo e regione ammontano a circa 630 miliardi, ma a tutt’oggi, spiega fra Soldovieri, “ai Comuni non è stata data ancora una lira, soprattutto a causa dei ritardi burocratici”. “La popolazione si è resa conto che gli unici aiuti sono arrivati dalla Chiesa – dice – anche se le offerte pervenute alla Caritas italiana non hanno superato 1 miliardo, mentre per il terremoto ne sono state raccolte diverse decine. Questo non è dovuto alla mancanza di generosità degli italiani, ma alle scarse sollecitazioni dei media”. Intanto in Umbria e nelle Marche c’è chi lamenta la scarsità dei fondi stanziati per la ricostruzione (3600 miliardi). “Di questi soldi almeno 600 miliardi si perderanno nei rivoli della burocrazia – sostiene Giocondo Leonardi, direttore della Caritas di Assisi -ne rimarranno circa 3000 da dividere in 33 comuni. Abbiamo il sospetto che non basteranno nemmeno a coprire il 50% del fabbisogno per la ricostruzione. La popolazione attiva si sta già organizzando per ottenere privatamente dei mutui, ma a farne le spese saranno naturalmente gli anziani e i più poveri”. Leonardi ridimensiona i falsi allarmismi televisivi sul caldo nei containers: “In realtà nelle nostre zone di alta collina fa freddo – dice – e la notte ci sono forti escursioni termiche. Poi la maggior parte dei containers è dotata di condizionatori molto costosi, che non vengono quasi mai accesi. Non era meglio destinare più soldi alla ricostruzione?”