“L’autonomia è la riforma delle riforme, è la rivoluzione copernicana del sistema scolastico, la chiave interpretativa di tutto ciò che per la scuola si è pensato e progettato”. Lo ha detto Italo Fiorin, ispettore del Ministero della Pubblica Istruzione e membro della Commissione interministeriale per le politiche per l’infanzia e l’adolescenza. Intervenendo alla scuola di formazione per i responsabili degli uffici diocesani di pastorale della scuola, Fiorin ha sottolineato come l’autonomia andrà a “disegnare un sistema di scuola non più auto-riferita ma sempre più vicina alla realtà locale. Questo scenario rafforzerà il ruolo della comunità che è chiamata ora ad agire e ad intrecciare con la scuola nuove forme di collaborazione”. E’ dello stesso parere mons. Vincenzo Zani, direttore dell’Ufficio Scuola della Cei, secondo il quale dal prossimo settembre e con la legge sull’autonomia ci sarà “uno spazio per una assunzione nuova di responsabilità, una maggiore possibilità di elaborazione, creatività e proposta. Tutto questo però – ha aggiunto il sacerdote – esige anche da una parte un ripensamento della nostra progettualità da rielaborare alla luce delle nuove istanze e dall’altra una riorganizzazione degli strumenti e dei canali attraverso i quali veicolare la nostra proposta”. In questo contesto, gli uffici diocesani assumeranno “un ruolo più rafforzato”. Essi dovranno, a parere di Zani, diventare sempre più “punto di incontro e di raccordo della ricca espressione dei cattolici che sul territorio operano nella scuola. Faccio riferimento alle associazioni per genitori, per docenti, per dirigenti e per gli studenti che proprio grazie all’autonomia, hanno oggi un maggiore spazio di espressione. L’ufficio scuola deve allora diventare l’espressione di una sensibilità nuova, punto di riferimento per dar vita ad una strategia di presenza che sia coordinata, sinergica e propositiva”.