LA DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA DI FRONTE ALLE NOVITÀ DELL’EURO

“Il modello perseguito dall’Unione Europea in campo economico è un modello di ‘sussidiarietà economica’, che cerca cioè di realizzare un mercato ampio e rispettoso del ruolo dei vari soggetti, grandi e piccoli che vi concorrono”: lo ha detto al Sir Carlo Secchi, vice presidente della Commissione economica, monetaria e della politica industriale del Parlamento europeo e docente all’Università Bocconi di Milano. Secondo Secchi, in un momento come questo segnato da importanti novità in campo economico e finanziario per l’Unione Europea (introduzione dell’Euro, nascita della Banca centrale europea, sviluppo di processi di unificazione dei mercati finanziari e borsistici ecc.) si cammina verso una “rivisitazione dell’economia sociale e di mercato, che è stata per 50 anni il modello trainante nei paesi europei”. “La dottrina sociale della Chiesa non si trova ‘in ritardo’ rispetto a questi cambiamenti perchè – spiega Secchi – la Chiesa è molto attenta a questa evoluzione. Forse il ritardo si può vederlo nella trasmissione dai luoghi di elaborazione teologica e culturale alle comunità locali dove l’azione della Chiesa si svolge. Eventualmente il rischio è che di fronte alla complessità dei problemi emergano, in campo ecclesiale, delle forme di rigetto, piuttosto che il desiderio di impadronirsi delle questioni e cercare di indirizzarle nella giusta direzione. A mio avviso quindi si tratta di riflettere su come portare a tutti i gangli dell’organizzazione ecclesiale queste riflessioni, quindi come far sì che la dottrina sociale divenga patrimonio comune dei credenti”.