Le polemiche seguite alle parole del Papa sulla famiglia e all’intervento del cardinale Camillo Ruini su “Avvenire”, sono per don Fausto Bonini, direttore di “Gente Veneta”, il settimanale diocesano di Venezia, lo spunto per una riflessione sul rapporto tra cattolici, cultura e politica. “Sulle interpretazioni di altri si imbastiscono i vari discorsi e prese di posizione – scrive don Bonini nell’editoriale che comparirà nell’ultimo numero del settimanale -. Quasi nessuno, cattolici compresi, avrà letto per intero i due interventi. La stampa cattolica, il quotidiano e il settimanale, che a queste cose danno sempre ampio spazio (“Gente Veneta” ha pubblicato integralmente l’intervento del card. Ruini), è ancora troppo snobbata dai cattolici. Sport diffuso e vizio difficile da sradicare nel cattolicesimo italiano, ancora culturalmente povero. Ci si accontenta dei discorsi riferiti da altri, sempre interpretati e spesso manipolati”.Secondo don Bonini “il cuore della crisi del cattolicesimo italiano” è proprio in questo: “Si dichiara il consenso sui valori ma poi ci si perde, e di conseguenza si perde la propria identità, sui sentieri faticosi della mediazione culturale”. A suo avviso il problema non è di tipo politico ma culturale: “Gli uomini politici rispondono ai propri elettori delle loro scelte e se talvolta queste sono discutibili o inaccettabili la colpa va ricercata negli elettori prima che in loro”. Don Bonini ribadisce quindi la sua convinzione: “su famiglia, bioetica, eutanasia, aborto e temi affini la cultura dominante è consumista e permissivista”. In questo, ricorda, sta l’utilità del progetto culturale: “La cultura non è solo quella ‘alta’ che si fa nelle università e nelle accademie culturali – conclude riferendosi ai media cattolici-, ma è anche e soprattutto quella che si fa sui giornali, alla radio, alla televisione e per strada”.