LAVORO PER I DETENUTI: AL VIA IL “CONSORZIO NOVA SPES”

“Un nuovo servizio per tutte le Caritas diocesane impegnate nel settore del carcere e anche uno stimolo alla coscienza civile ed ecclesiale a non rimuovere il problema del recupero e reinserimento dei detenuti”: con queste parole don Elvio Damoli, direttore generale della Caritas Italiana e presidente della Fondazione Carcere e Lavoro, illustra l’operazione di salvataggio e rilancio dell’esperienza della società Spes, operante in Lombardia e Piemonte, per l’inserimento lavorativo di persone detenute o di ex-detenuti. La Fondazione ha concluso proprio ieri l’acquisto della Spes, facendo nascere il “Consorzio Nova Spes” che si appoggia sull’esperienza della Caritas, della Compagnia delle Opere Non Profit, della Fondazione Exodus, del Gruppo Abele e di varie cooperative sociali lombarde e torinesi. “Scopo primario del consorzio – spiega ancora don Damoli – è assicurare una continuità di occupazione per i 250 detenuti sinora impiegati da Spes e dalle cooperative sociali”. Le migliori possibilità di accesso a misure alternative alla detenzione, connesse alla recente legge Simeone-Saraceni, rendono più praticabili le proposte di occupazione per i carcerati. “Il lavoro del detenuto ha una valenza particolare – dice don Damoli – perché non è solo finalizzato a una retribuzione, ma è segno che la società riconosce a quest’uomo una sua dignità ed è disposta a riaccoglierlo. In carcere ci sono oltre 50 mila persone e solo 10 mila fanno lavori saltuari. E’ ora di invertire la tendenza e di agire per un vero reinserimento, che prenda le mosse proprio da attività lavorative di un certo spessore. Per questo il consorzio intende chiedere agli enti pubblici, regioni, province, comuni, oltre che alle aziende, di poter far svolgere lavori socialmente ed economicamente utili ai detenuti”.