Lo ha detto il presidente del Senato, Nicola Mancino, aprendo oggi a Roma il Convegno su: “La politica estera e di sicurezza di Alcide De Gasperi: il valore di quelle scelte, ieri e oggi”, promosso dalla Fondazione Alcide De Gasperi per la democrazia, la pace e la cooperazione internazionale. Alla presenza del presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, Mancino ha affermato che “l’avvenimento storico dell’entrata dell’Italia e di altri Paesi europei nella moneta unica va inquadrato nel contesto di una visione generale di cui De Gasperi è stato l’artefice”, visto che “tutta la sua politica è stata rivolta verso la costruzione dell’Europa”. Per De Gasperi, ha ricordato il presidente del Senato, “la federazione europea era un mito, ma un mito di pace. Il testamento politico di De Gasperi non va nella direzione di un’Europa economicistica, ma di un’Europa politica”. Per essere all’altezza di questa eredità politica, l’Italia, secondo Mancino “non si deve appagare dell’Europa come unione monetaria”, ma “deve lavorare per la costruzione dell’Europa politica”. “Se la grandezza di un politico si misura dal numero di coloro che possono o vogliono vantarne l’eredità, nessuno è stato più grande di De Gasperi nella storia del nostro Paese”, ha detto il Ministro degli Esteri, Lamberto Dini”, a parere del quale le caratteristiche principali dell’azione politica dello statista trentino sono state “il primato della politica estera, la sua dimensione etica e il coraggio delle decisioni talvolta solitarie. Nella politica dominata dai sondaggi di opinione e condizionata dalle maggioranze – ha concluso Dini – è ancora attuale l’insegnamento degasperiano della politica come ‘leadership’, come capacità di guardare oltre l’orizzonte più immediato e di rischiare anche l’impopolarità”.